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Musicalmente Scorretto

4 Mag

A distanza di due anni dal maldestro intervento pubblico pubblico il testo della mia introduzione ad un Politicamente Scorretto di due anni fa in occasione dell’uscita del Film “Robinù” di Michele Santoro Presentato in sala in anteprima regionale, con le autrici e il gruppo rap Bandog,  ringraziando ancora il povero Davide Montanari mancato pochi giorni fa.

MUSICALMENTE SCORRETTO

Musica e mafia tra fiction audiovisiva e realtà ; utilizzo della musica di chi descrive dall’esterno e di chi vive dall’interno le organizzazioni criminali

 

Questo è un incontro che nasce dalla riflessione sui rapporti tra musica e sistemi criminali ,

da come viene sonorizzata la mafia nelle opere audiovisive, dal film del grande schermo ai    video autorprodotti oggi diffusi sui social media primo tra tutto youtube

Medium e canale principale nel quale  la mafia , nella sua ultima forma ed appendice delle street gangs si autorappresenta nelle (alle volte sue) produzioni musicali, che in certi casi controlla e orienta

Il famoso aforisma dell grande filosofo cinese Confucio “Se vuoi capire un popolo ascolta la sua musica” oggi si deve trasformare in “Guarda i video che carica su youtube !

 

Ma facciamo un po di chiarezza  ;

La parola “gang” viene utilizzata per descrivere delle associazioni in cui gruppi molto numerosi di persone, con spesso la stessa discendenza etnica e geografica, organizzate gerarchicamente ed economicamente condividono esperienze di vita che includono anche azioni illegali ripetute ciclicamente .

La parola “Mafia” viene utilizzata anch’essa per descrivere delle associazioni in cui sono presenti gruppi numerosi di persone, con stessa discendenza, più o meno simile organizzazione, stesse esperienze e stessa frequenza.

Data la notevole differenza di età tra le due, la mafia è nata all’incirca a metà dell’800 mentre le gang (per come le conosciamo oggi) sono nate un secolo dopo, le street gang che andremo a vedere  50 anni fa o anche meno.

In realtà però, guardando più da vicino entrambi i fenomeni, si scorgono delle piccole differenze che analizzate più a fondo fanno emergere differenze di notevole importanza a rispetto al discorso visivo e musicale ad esso collegato

Le piccole differenze sono quelle che subito balzano agli occhi;

I mafiosi sono vecchi

Un esempio è l’immagine, che nel mafioso è comunemente quella di una persona non più giovanissima vestita in maniera spesso elegante sempre incline verso il sorriso e alla battuta

La mafia quindi si fa rappresentare sia visivamente nei grandi film che tutti conosciamo

Il Padrino  1-2-3 , Quei bravi ragazzi  , Donnie Brasco , che anche musicalmente dai compositori che si sono adoperati Nino Rota in testa

La mafia apparentemente non produce musica, anzi non produceva come vedremo

https://www.youtube.com/watch?v=ilBn4fkYRs0

 

La Mafia è per sua natura una società segreta che evita quindi di mostrarsi alla società civile per quello che è. Il controllo del territorio lo effettua in maniera totalmente invisibile per chi non ne è coinvolto e anche le azioni che la espongono, come possono essere gli omicidi, vengono fatti in maniera tale da creare minor rumore possibile. Nel rumore è compresa anche la produzione musicale , la mafia (esclusa la Camorra e la ndrangheta ) non ne ha, a parte quelle arcaiche legate alle mitiche terre di provenienza, quali ballate popolari diffuse con audiocassette illegali dalle quali non si riesce il più delle volte a risalire ad autori e musicisti che le hanno composte.

https://www.youtube.com/watch?v=yx8kWTiOykQ

 

SULLA MAFIA NON SI PUÒ CANTARE

Si possono fare i film , le series ( vedi Padrino e Gomorra) ma non si può cantare, come ben dice Goffredo Plastino nel suo libro “ Cosa Nostra Social Club”

Il cantante in Italia non ha l’autorità morale per fare prodotti culturali del genere: non si può fare una rappresentazione della mafia in musica.”

La mafia si può cantare, ma soltanto contro.

È una sorta di rimozione, un modo per crearsi una distanza critica e sentimentale

 

I street gangster sono giovani , e se ne fottono , giovanissimi , trasandati, tatuati, arrabbiati con il mondo ed incline ad urlare la ppropria rabbia appunto attraverso basi e metriche rap.

 

le gang invece hanno un controllo del territorio che è volutamente appariscente.

E’ difficile entrare in un quartiere controllato da una gang e non notare svariati murales e simboli appartenenti alla gang disegnati per le strade, trovarsi a contatto con ragazzi che alla luce del sole non avranno problemi ad identificarsi e a farsi identificare con la gang (come per i tatuaggi sul viso con il simbolo della propria gang). E nel caso di un omicidio, molto spesso sarà lei stessa a rivendicarlo per esternare la propria forza, per “far vedere i muscoli”.

Con la stessa facilità si può entrare in rete e trovare con un click la musica ed i video che meglio li  autorappresenta, con testi che fotografano fedelmente la realtà dei fatti (accaduti e cantati) e alle volte anche dei personaggi che li hanno commessi.

https://www.youtube.com/watch?v=TGlo8hpBvcs

 

 

Esiste addirittura una specie di CNN Gang con un sito ufficiale e tanto di canale youtubr dove vengono postate con regolarità informazioni sulla situaiozne e sui protagonisti do si trova raccolta di notizie, informazioni, interviste e video musicali sulla cultura di strada propria delle gangs

http://www.streetgangs.com/

 

https://www.youtube.com/user/streetgangs

 

La modalità di autorappresentarsi sotto forma musicale di questa gang è copiata ed usata da tante altre   organizzazioni criminali internazionali , dalla yakuza giapponese,

alle  mafie provenienti dall’est Europa ed altre minori di cui qui breve ma esaustiva carrellata

 

Internazionali; https://www.youtube.com/watch?v=njX7QXgjBgo

 

Albania; https://www.youtube.com/watch?v=HlXs-Q1YzTg

 

Russia; https://www.youtube.com/watch?v=oEsUOjtzsTY

 

Turchia; https://www.youtube.com/watch?v=a1pO1Nde3Uo

 

SAN SALVADOR DE MILANO

A livello  mondiale questi rapporti tra musica e sistemi criminali sono evidenti e ce ne siamo accorti anche in Italia a causa dei recenti fatti di cronaca di Milano,  quando dei gangsters (nel senso di appartenenti ad una gang)   Salvadoregni hanno aggredito  come altre volte connazionali ma anche italiani (ribalta di cronaca quella di due anni fa contro il capotreno a colpi di machete)

 

Riportando attenzione su questo fenomeni d’importazione di gang  nord e centro americane come la MS 13 /  Mara Salvatrucha che andando (dopo ) a scavare hanno grandi ramificazoni territoriali e soprattutto una notevole diffusione sul web, specialmente su youtube dove alcuni cantanti e gruppi rap cantano lodi e gesta (criminali) , diventando pericoloso motivo di ammirazione e successivamente emulazione ed affiliamento.

https://www.youtube.com/watch?v=CpOLDEyW6BI

 

MARAS MUSIC

Si parla di  “Maras music” ,  la musica delle Maras, termine con cui vengono chiamate le organizzazioni crimali provenienti e/o in relazione con il nord e centro america,   abbreviazione di marabunta che, in lingua spagnola, può avere due significati: il primo si riferisce ad alcune specie di formiche migratorie che divorano, nel corso della migrazione, tutto ciò che si trovano davanti. Il secondo significato si riferisce, in modo più colloquiale, a una folla disordinata.

Da cui si capisce l’agire follemente criminale  di queste.

 

La  MS-13 o Mara Salvatrucha ebbe origine a Los Angeles, negli anni Ottanta. I membri della gang, in origine, erano tutti provenienti dallo stato centroamericano di El Salvador, emigrati negli Stati Uniti a causa della crisi economica e della guerra civile che colpì il Paese dal 1979 al 1992.

https://www.youtube.com/watch?v=0lZXdRtBz98

 

L’organizzazione criminale Barrio 18 affonda anch’essa le sue radici nelle strade di Los Angeles, nello stato americano della California. Negli anni Sessanta i giovani messicani emigrati in California, che non venivano accettati nelle gang ispaniche già esistenti in loco, si riunirono in quella che sarebbe diventata una delle organizzazioni più estese al mondo. Secondo un rapporto della Federazione degli scienziati americani, Barrio 18 fu la prima organizzazione ispanica ad accettare anche membri di altre nazionalità.

https://www.youtube.com/watch?v=z5o1b89Bycg

 

GANGSTA RAP

Un percorso copiato da quello che negli anni 90 fu il gangsta rap americano, proprio della west coast con idoli come Tupac (morto) Notorisu Big ( morto anch0esso) e Ice Cube ( oggi attore di successo vivo )  ed i  N.W.A (Niggaz With Attitudes), dove all’epoca usano le proprie produzioni per scambiarsi messaggi di guerra, delimitazioni di aree di interesse ( solitamente spaccio) , requiem per morti ammazzati e altro inerente alla Thug Life “ (famoso tatuaggio di Tupac)  veicolato nei testi e nei primi video bannati dall’allora MTV e da tutte le tv USA, oltre che da parecchie radio.

 

Il brano più famoso e provocatorio di quell’epoca fu Fuck the Police dei NWA a cui seguì anche una versione di  Tupac , entrambi denunciavano la metodologia razzista della polizia ed innaggiavano a combatterla dichirando senza problemi che erano gangster

 

NWA    https://www.youtube.com/watch?v=Z7-TTWgiYL4

 

Tupac  https://www.youtube.com/watch?v=sMLQsS6DvDo

 

I film degli Studios che hanno ritratto questo fenomeno sono diversi , ricordiamo il più famoso nel in quasi tutti hanno usato la stessa musica prodotta all’interno  degli ambienti che andavano ( in maniera edulcorata) a ritrarre, come  dal primo Colors  sulla rivalità omicida delle due grandi gangs Blood e Crips con una colonna sonora in cui  dove svetta e rimane nella storia il pezzo omonimo di  ICE T  https://www.youtube.com/watch?v=LI8Zx_QvNVU

Fino all’ultimo

nell’ultimo Straight Outta Compton  con un attore che recita l’allora ICE Cube giovine criminale.

https://www.youtube.com/watch?v=kSlp-ojfTRw

 

Proprio nel secondo film si da evidenza il  passaggio di quel genere e di tutto l’hip hop in genrale nell’sistema di produzione culturale commerciale e “legale” , nel quale una pletora di aeristi hanno disperso il messaggio gangstaoriginale, e con esso anche quello di denuncia sociale per un sistema di valori decadente basato solo su soldi , auto , donne e successo. Svilendo il genere al punto che NAS uno dei suoi più grandi rappresentati pubblica un LP definendo l’hip hop morto.

https://www.youtube.com/watch?v=kAKxjTRV6ms

 

 MA A NOI DELL’HIP HOP COSA CI INTERESSA MI CHIEDERETE?

Perché L’hip-hop nella sua valenza comunicativa criminale non è del tutto morto, è risorto nel  Maras rap, che oggi usando le ritmiche lente ed quasi anti storiche del primo gangsta rap ci adatta sopra testi in slang spagnoli, nei quali si riportano ancora la violenza, la povertà,  le difficoltà  del vivere nel ghetto.

Dove si afferma e promulgala pericolosa (ma allettante ) idea che il “banding “ , ovvero aderire ad una banda, vuol dire non solo  avere denaro, ma anche cibo, riparo, ed un senso di appartenenza ad una comunità, unica vera protezione contro povertà, discriminazione, e attualissimo abbandono politico Trumpiano.

Ma il pericolo maggiore del Maras rap è la sua facilità della sua estensione, oltre i limiti di Compton, Watts  ( ghetti di L.A ) e degli USA, in tutte le comunità centro americane sparse per il mondo,  in cui (come nel caso di Milano)  riescono ad avere una grande presa grazie alla capacità di  narrare una vita £altra” delle strade di El Salvador, dell’Ecuador e del Guatemala.

Hip hop quindi non è morto. E ‘vivo e vegeto, fiorente in una delle comunità più emarginate e temute al mondo.

https://www.youtube.com/watch?v=KSCGaMpSDI0

 

NARCOCORRIDO / El CHAPO / NETFLIX

All’hip hop delle Maras e di tutti gli altri gruppi criminali, corre in paralleo  un altro tipo di musica più popolar folk  il “Narcocorrido”

Un genere  fatto di ballate popolari (drug ballade) legato principalmente ai cartelli di narco trafficanti messicani , i cui  testi anche qui si riferiscono a reali  eventi criminali (le famose spietate esecuzioni) con tanto di date e luoghi.

Il successo e la diffusione è notevole , come si può verificare dalle visualizzazioni del maggiore cantante del genere ElKomander,  che in questo  video hanno superato i 100 milioni  https://www.youtube.com/watch?v=N5slEVNpi2k

 

I testi sono espliciti e diretti , estrapoliamo qui un video dove l’artista celebra tutte le mafie mondiali , inneggiando le ns italiane come le più forti ( ce lo doveva dire  lui..)

https://www.youtube.com/watch?v=jgGOW6Aoks8

 

O questo in cui canta le lodi dell’evasione del EL Chapo , capo del cartello di Sinaloa

https://www.youtube.com/watch?v=RswIc0UUEis

dove vediamo che alcuni uploader al contrario usano le immagini della serie prodotta da Netflix per dare colonna visiva alla canzone di gesta di Er Kommander.

Un corto circuito al contrario dove il video diventa solo una specie di scenografia coreografata che fa da sfondo al messaggio del narco cantante.

Giusto per far capire il valore che le organizzazioni danno alla diffusione di immagini e canzoni consensuali proprio El Chapo Joaquin “El Chapo” Guzman è stato arrestao nel gennaio di quest’anno,  dicono proprio  a causa   della sua voglia di girare un film autobiografico  con cui    si preparava a raccontare la sua vita sul grande schermo e per questo ha “commesso passi falsi” che hanno permesso alle forze dell’ordine messicane di trovarlo.  Il re dei narcotrafficanti messicani capo del cartello di Sinaloa ( ben raccontato da Saviano in doppo zero)  aveva già preso contatto con attori e produttori per sbarcare “El Chapo” negli Stati Uniti dalla porta simbolica di  Hollywood con un suo racconto e non con quello prodotto da Netflix .Quindi un tentativo di ricerca di autenticità nella finzione che cortocircuita quanto scritto prima.

Qui la Colonna Sonora del film El Chapo , in esclusiva su Netflix , nuovo canale on demand da cui sono partite  series e film di  grande successo di  legati al fenomeno del narco traffico

https://www.youtube.com/watch?v=dBnzW1wGoQU

 

 

AUTENTICAMENTE MAFIOSI

La finalità di tutte queste produzioni video musicali  è risultare (ed essere) “autentici” , nel’accezione di  “autenticamente mafiose”, della mafia (gangs)  e non sulla mafia.                                                                       Questi sono repertori musicali spesso definiti  come “pericolosi” perché collegati a qualche titolo con la violenza e la criminalità organizzata.

Apologia di reato ? Istigazione a delinquere? Medium di trasmissione di culture criminali?                       Semplici prodotti di cattivo gusto? Secondo un’interpretazione piuttosto comune  queste produzioni sarebbero in grado di influenzare negativamente chi le ascolta.                                                                           In alcuni casi, servirebbero addirittura da «educazione musicale alla mafia», e sarebbero quindi da emarginare e proibire.

E come?E’ impossibile, quindi meglio imparare a conoscerle ed analizzarle.

Visto che il fenomeno tocca i 4 angoli del pianeta e milioni di video e brani musicali per non disperderci abbiamo deciso di affrontarlo  con quello che abbiamo in casa  ( che non è poco..) attraverso l’analisi e l’ascolto della  colonne sonora del docu film Robinu di Michele santoro e servizio pubblico qui rappresentato da Maddalena Oliva e Micaela Farrocco  trattante la situazione delle  baby gang o paranza dei bambini a Napoli (come dal titolo del dell’ultimo libro di Saviano di cui sembra anzi è il compendio visivo) e con esso anche la musica che lo contorna e che essa stessa (la paranza)  produce o consuma; i neomelodici e l’hip hop ( rap)

 

I NEOMELODOCI

Il  fenomeno dei “neomelodici” quel complesso e stratificato filone musicale sotterraneo che si distingue dalla canzone classica napoletana che ha generato quella che alcuni gionalisti descrivono come la  “Sindrome D’Alessio” che ha portato tanti ragazzi dei quartieri a provare di trovare con il canto una via di uscita alla povertà, cadendo nella rete della camorra, che li ha poi utilizzati per veicolare messaggi, per rendere omaggio alle donne della camorra,  per inviare  richieste di estorsioni,  inviare messaggi alla popolazione o ad altri clan, utilizzare sue canzoni per far sapere di nuove alleanze o di inizio ostilità tra clan.

https://www.youtube.com/watch?v=ag5OxmlZ88o

Qui il pezzo forse più tristemete famoso di Nello Liberti a cui seguirno indagini e denunce nell’ambito dell’inchiesta sui clan di Ercolano , in cui venne indagato per concorso in istigazione a delinquere .

Michele Santoro con Maddalena e Micaela qui presenti, hanno  ripreso e coinvolto uno di loro, il cantante Anthony, inserndo dei sui brani nel docu film ripresi proprio nei quartieri spagnoli in cui è nato (fisicamente ed artisticamente) mentre si esibisce per i ragazzi detenuti agli arresti domiciliari

 

GLI ANTAGONISTI

Una situazione a cui “idealmente” ( ma manco tanto ) si oppongono quei giovani che all’opposto fanno nella musica uno strumento di  antagonismo simbolico e di resistenza a questi sistemi criminali

Tra cui qui in sala Salvatore Bandog  Totaro , che ha deciso di allontanarsi da quel “sistema” da tutti i punti di vista, diventando un cantante hip hop si dice “impegnato “(nei modi e con il percorso che lui stesso ci descriverà dopo )

Prendendo spunto dalla prima  scena hip-hop e raggae / reggaemuffin  napoletana  nata intorno  (e all’interno) dei centri sociali con gruppi storici come 99 posse  , almamegretta , bisca e dopo tanti altri artisti napoletani come ben spiegato dal  frontman del gruppo ‘A67, Daniele Sanzone, nel libro Camorra sound

E che oggi prosegue anche con artisti come Co Sang, 80 cent ed altri come  il rapper Lucariello (qui con Ezio Bosso ) nel pezzo in cui immagina la morte di Saviano;

https://www.youtube.com/watch?v=0PeQruQy-wE

 

Dove la musica attraverso queste esperienze  è diventata ”anche” veicolo di denuncia sociale ,   con testi che trattano la marginalità, la devianza, il degrado, lo Stato padrone, ma dimenticato la camorra. Ed  a cui , come ci dirà dopo Salvatore,  anche loro come Bandog crew si sono ispirati sia musicalmente che per la composizione di  testi che fotografano la brutta situazione di Napoli  ben esplicitatata da quest strofa del brano “ Welcome in Italy “ contenuta in Robinu che dopo insieme ad altri brani canteranno qui dal vivo nella loro prima esibizione fuori Napoli

 

DICO BASTA A QUESTA CASTA

FATTA DI BOSS FATTA DI MOSTRI

CHE COMANDANO LA NOSTRA VITA

CHE CI SPREMONO FINO ALLE OSSA

FACENDOCI PAGARE L’ARIA E ANCHE LA FOSSA ..

 

 

PINO DANIELE CHE?

Ma  di questo ha parlato  in maniera più puntuale anche Alessandro Gallo che ne ha fatto la colonna sonora del suo ultimo romanzo “Tutta un’altra storia”( pezzo mitico di Pino daniele sul non abbandonare Napoli per andare in America ovvero emigrare)

Libro uscito, in gennaio 2017 per Navarra editore,  un romanzo breve per ragazzi , sull’adolescenza e la criminalità, dove ogni capitolo verrà accompagnato da una colonna sonora (testuale) di un differente cantante neomelodico.                                                                                                                                                   Dove si  racconta la storia di tre sedicenni napoletani che a ritmo di musica neomelodica e scorribande notturne si misurano di continuo con gli errori, a volte banali, di cui l’adolescenza si nutre, non digerisce e che poi vomiterà nel tempo.

https://www.youtube.com/watch?v=xWefoGYc8Mk

Perché cito e scomodo Pino daniele ? Perché lui stesso è stato vissuto per anni come un blasfemo rispetto alla classica canzone napoletana , stessa cosa che si pensa oggi dei neomelodici e che sicuramente tra 10 anni sarà dimenticata

Ma cosa rimarrà? Cosa c’è di diverso oggi in questo fenomeno rispetto alle passate intrusioni stilistiche nel cosidetto “canone” ?

 

LA MUSICA (anche ) della NDRANGHETA

Di diverso c’è che oggi  si parla esplicitamente anche in Italia di mafia, e che questo non si limita più alle session orali delle sagre di paese o negli ambiti mafiosi, ma viene diffuso world wide appunto attraverso il web, ma anche attraverso una vera e propria rete commerciale che produce e distribuisce CD.

Questo per i neomelodici ma anche per le canzoni della ndrangheta calabrese , prima distributie con cassette anonime brevi mano , poi inserite in una collana di CD “La Musica della malavita”,             i cui produttori Francesco Sbano e  Demetrio Siclari,  sono indagati per  aver fatto un irruzione intimidatoria  in un laboratorio di analisi testuale demitologizzante all’interno dal Museo della ‘ndrangheta di Reggio Calabria .

https://www.youtube.com/watch?v=Mj2_HuwbGwQ

 

 

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XXLink: perchè festeggiare il ventennale del Link ?

25 Mar

 

 

LOGO_linkxxl_negativaHIGHT

 

 

Iniziare un post da una domanda  dovrebbe stimolare il lettore a proseguirne la lettura ed aiutare chi scrive a darne risposta finale, tipo quiz o esame universitario (a meno che non abbiate fato il DAMS..).

Veniamo subito al titolo ; XXLink , acronimo di Ventennale Extralarge , dove le due XX stanno anche il numero romano 20 ed anche per le due X dei due loghi (project e associated)

Venerdì 11 Aprile 2014, esattamente dopo vent’anni dall’apertura del Link ricorre il ventennale  dello storico centro culturale di Bologna. XXLink è il nome che caratterizza l’avvio di una lunga programmazione che arriva fino a dicembre e inizia con due giorni di celebrazioni.

 

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Venerdì 11 si renderà omaggio allo spazio originario (oggi demolito) con una paint action in via Fioravanti 14, dove ora sorge il parcheggio della sede del Comune di Bologna in P.zza Liber Paradisus, seguito da una tavola rotonda con amministratori, funzionari e protagonisti testimoni di quel periodo, mentre sabato 12 aprile sarà il giorno del XXLink Party presso la nuova sede di via Fantoni 21, dove si cercherà di ricreare le atmosfere musicali e visive della prima epopea del Link.

Il Link Project aprì, infatti, le sue attività lunedì 11 aprile 1994 negli ex depositi delle Farmacie Comunali di via Fioravanti 14 a Bologna con il concerto avant-rock dei The Work di Tim Hodgkinson, già membro dei seminali Henry Cow. In quella sede rimase per dieci anni, fino al maggio 2004, quando venne trasferito nell’attuale sede in via Fantoni 21, in zona Caab, in un’area che da estrema periferia si trova ora al centro di profonde trasformazioni, con il progetto F.I.C.O./Eataly World.

 

E non solo…………

XXLink sarà l’inizio di una serie di eventi, funzionali a recuperare e condividere materiali di testimonianza di quella prima esperienza “analogica” e dell’attuale “digitale”: files audio, video, foto, testi oggi quasi assenti in rete. Rendez vous multimediali con cui mostrare a generazioni attuali e future, quello che fu un tentativo di “fare cultura indipendente senza collusioni con mercato e istituzioni” (citando D.Kaspar.G.)

L’obbiettivo dell’XXLink sarà  dare una testimonianza dei momenti più significativi di quel periodo, inquadrandola in una riflessione sul rapporto che intercorre tra il Link e la città di Bologna, dal decennio dei 90, passando per i 2000,  per arrivare ad oggi,  alle attuali trasformazioni dell’environment culturale locale, analizzando le iniziative rivolte al pubblico giovanile, in relazione con gli scenari nazionali ed internazionali, per delineare possibili scenari futuri.

Negli ultimi 20 anni infatti, il Link è stato testimone e protagonista di importanti passaggi culturali della città di Bologna:

Nel 2000 per “Bologna Capitale Europea della Cultura” era in prima linea nel dibattito sul distretto delle produzioni immateriali e produttore di festival come Distorsonie e Netmage.

Nel 2006 porta il contributo come prima associazione al conseguimento del prestigioso riconoscimento UNESCO “Bologna Città Creativa della Musica”. Il titolo che nel 2010, fu motivo determinante nella selezione per la partecipazione di Bologna all’EXPO internazionale di Shangai.

Nell’ultimo decennio rivolto in particolare a indagare le più svariate declinazioni delle culture dance elettroniche, divenute aspetto caratterizzante del paesaggio notturno metropolitano.

Dal 2013 il Link utilizza il brand  Metro-Link per marcare gli eventi di propria produzione  con cui promuove artisti e realtà locali ( appunto Metropolitani ),  a testimoniare la propria continua evoluzione come avamposto di sperimentazioni culturali,  luogo e laboratorio di aggregazione giovanile e di cultural makers. 

A partire dall’immediato futuro, prendendo spunto dalle trasformazioni previste per l’area in cui si situa il locale, con il citato progetto F.I.C.O./Eataly World, il Link intende mettere a disposizione la propria esperienza culturale, sociale e produttiva anche riguardo alle questioni aperte dai nuovi progetti del Piano Strategico Metropolitano e di Bologna Smart City.

Mobilità, energia, rifiuti, sicurezza, servizi e soprattutto open data, sono i temi caldi sui quali tutti siamo chiamati a riflettere. Appartenendo al quotidiano processo creativo dell’associazione, questi flussi possono essere integrati e tradotti in istanze Smart al servizio della collettività.

In modo particolare, adottando le necessarie tecnologie il Link può essere in grado di produrre un enorme quantità di dati tale da agevolare gli accessi, gli spostamenti, i consumi ma anche l’intreccio delle relazioni, lo scambio dei saperi e del fare, la condivisione degli archivi delle produzioni.

Dopo anni di sperimentazione in campo musicale si è affermato il ruolo di primo piano nello scenario internazionale delle produzioni musicali, per il Link ed è motivo di promozione territoriale d’importanza primaria (vedi voci del Piano Strategico Metropolitano dedicate allo sviluppo e l’incentivazione del turismo giovanile ).

Per questo riteniamo necessario integrare il Link nelle dinamiche già in essere della Smart City, tenendo conto del suo ruolo sia urbano – culturale sia storico – sociale. Un Link  già protagonista dei social network che integrati alla Smart City consentono di ottimizzare e facilitare l’esperienza e la fruizione della città, sviluppando il turismo giovanile e il turismo dei professional in collaborazione con i grandi enti della città.

Tutto questo il Link non lo vorrà portare aventi da solo, ma con le altre strutture con stessa sensibilità ed attenzione ai temi riportati sopra, che aderiranno ad una call for project per un nuovo  “open network”   di operatori e centri di produzione  culturare indipendente,  da presentare  tra  il 24 ed il 27 ottobre , in corrispondenza della manifestazione Smart City Exibithion di Bologna, in un luogo e con una lista di realtà aderenti, di relatori ed esperti locali e nazionali, ancora  in via di definizione

Bastano come motivazioni per festeggiare un ventennale senza cadere nella nostalgia canaglia, ma guardando al futuro ed ad un prossimo XXXLink nel 2024 …!!?

 

Link Project

 

Fuori le date ed i luoghi delle celebri-azioni e degli immancabili festeggiamenti allora !

Programma XXLink

Venerdì 11 Aprile

Alle h.11.00 nei pressi della sede storica di via Fioravanti 14 si terrà la presentazione del logo di Alberto Agosta , grafico e writer vincitore del bando di concorso di idee “XXLogo”, per la realizzazione del logo del ventennale del Link (qui in head pagina )  di cui è prevista l’esecuzione nel punto in cui si trovava l’entrata principale del centro con tecnica stencil e vernice spray lavabile.

A seguire, h.11.30, presso la sede del Comune di Bologna in via Liber Paradisus (Torre A – Piano 04 – Stanza 19) presentazione a media e città del progetto XXLink con il calendario delle prossime iniziative,  ed incontro interlocutorio con amministratori, funzionari e osservatori esterni che hanno seguito e supportato il Link nel ventennio, per un confronto sulle passate e sulle future politiche culturali di Bologna, città Metropolitana oggi, Smart City domani.

Sabato 12 Aprile

A partire dalle h.19.30 XXLink Dinner c/o personal foodonsale, evento gastronomico tra arte, cibo e musica negli spazi dei Laboratori Dams (Piazzetta Pasolini, 5/b – Cortile Cineteca), dove si potranno degustare i piatti d’artista tratti dal libro personal foodonsale (Fortino Editions, 2014) ascoltando il dj set di Dj Balli, attivista sonoro della label DDR del primo Link.

Dalle h.22.30 “XXLink Party” nell’attuale sede del Link Associated in via Fantoni 21, Bologna.
Esibizione in live act, concerti e djset di artisti appartenuti ed ancora attivi nelle storiche crews e labels musicali del Link Project, accompagnati da alcuni supporter esterni, per una miscelanea di persone, artisti e sonorità tra l’old school e l’hyper-moderno.

Il programma dettagliato dell’XXLink Party lo troverete qui;

http://www.link.bo.it/xxlink-party-players/

Mentre per visionare materiali del Link di Via Fioravanti (e magari aggiungercene) andate al gruppo FB ;

https://www.facebook.com/groups/linkproject/

Canale youtube  ;   https://www.youtube.com/user/XXLink2014 

 

Un saluto e Buon XXLink a tutti

MBB

 

 

 

 

 

 

 

 

MINUS HABENS eXperYenZ @ BOLOGNA

29 Gen

Venerdì 1 Febbraio 2013 MINUS HABENS eXperYenZ come to Bologna , l’occasione è l’uscita del libro omonimo a cura di Alessandro Ludovico, edizioni Pool. Uno strumento utile per chi comincia ora le sue avventure artistiche nella cultura digitale, il cui sottotitolo è la sintesi del programma della manifestazione ovvero ; Dalla musica elettronica al cinema attraverso un percorso inconsueto” ,

Si inizia con la presentazione multimediale alle ore 18 presso la libreria Modo InfoShop in via Mascarella 247B, Bologna ( http://www.modoinfoshop.com/)  dove si ripercorreranno i primi 25 anni di attività della Minus Habens (http://www.minushabens.com )  da chi (come raccontato nel libro) via ha collaborato a vario titolo. Interverranno qui: io, Michele Casella, Alessandro Ludovico, Ivan Iusco, Diego Loporcaro, Georgio Vocoder, Alessandro Bocci , Noorgio-Decadence

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Alle ore 20.30 ci si sposta al QuBò, ospiti della one night  DECADENCE  (www.decadence.cc) giunta proprio in questa data all’ottavo anno di attività. Negli spazi suggestivi delle ex Carceri di Palazzo Pepoli, ai piedi delle Due Torri (Vicolo Sampieri, 3 – Bologna) pregusteremo una cena fetish-goth per passare alle danze (e non solo ) quando alle ore 22.30 si esibirà Dirk Ivens aka DIVE performer e produttore discografico belga , a rappresentare la Minus Habens , accompagnato dal dj-set di D.LOOP (ex-Kebabträume e Limbo) e dal Videowall a cura di ARCHIVIO MH.

Dive+ivens

Dirk Ivens è attivo dal lontano 1980 , quando con Eric Van Wonterghem milita nel duo Absolute Body Control .In seguito nel 1985 con Marc Verhaeghen fonda la storica band The Klinik, Ma è nel nel 1991 che Dirk Ivens crea Dive, progetto con cui realizza sette album di successo licenziati in numerosi paesi, tre dei quali pubblicati dalla Minus Habens Records del compositore italiano e label manager Ivan Iusco con cui ha collaborato per la realizzazione degli album “Concrete Jungle” e “Snakedressed”. Nel 1996, fonda il progetto Sonar con Patrick Stevens che dopo due anni lascia il posto a Eric Van Wonterghem. Fondatore e titolare dell’etichetta Daft Records dal 1991.I numerosi progetti e l’impressionante discografia fanno di Dirk Ivens uno degli esponenti della scena elettronica contemporanea belga ed internazionale.

Questo che segue invece è il mio contributo che troverete all’interno di XYZ  in bella copia (senza orrori ortografici ed inesattezze qui intonse)

MInus Habens ? A chi?

Anche se non ho mai studiato latino nel lontano 1993 rimanevo stupito nel leggere il nome di questa etichetta discografica (trad.scarsamente dotata di intelligenza) sui grandi vinili, di quella che poi avrei invece avrei imparato a definire nei vari generi e sottogeneri come musica electro, tecno o dance elettronica intelligente (IDM).

Musica prodotta in Italia e precisamente a Bari per un pubblico di persone tutt’altro poco dotate di materia grigia. I dischi li trovavo accatastati in via Scalinata della cittadella a Genova, nell’ufficio di Fabrizio Usberti aka Dj Kalapodis (RIP) , dove aveva base l’headquarter della sua mitica e mistica distribuzione Sinapsi. Il più delle volte erano insieme a quelli di una altra label DISTURBANCE , tra cui mi fulminò la compilation “Outer Space Communications V. 1.01”, dei vari Lagoswki , Dive, X4U, 303 Nation , un pezzo di Fabrizio “Genova bang bang” e soprattutto Supremacy II di Polygon Window, progetto che solo dopo alcuni anni ricollegai a Richard D. James .

Facevano parte della contropartita di produzioni italiane, insieme alle labels romane, distribuite dalla prequel Remix poi Final Frontier di Roma (su cui tornerò dopo ) che Fabrizio scambiava con la Planet Core Production di Francoforte, i quali rilasciavano indietro in puro scambio alla pari missili di hard e trance core a nome di PCP , The Mover e altre progetti di industrial core mai risentiti ,che poi scoprì essere suonati da djs (per noi commerciali) come Cirillo, Moka e Dj Ricci (RIP) con cui poco dopo finimmo per collaborare al booking di djs stranieri. Il tutto avveniva tra Genova e Francoforte in una forma di baratto dove non c’era nessuna circolazione di denaro, basata su una sintonia ed un rispetto reciproco, ad oggi ancora insuperato da qualsiasi altra collaborazione italo-straniera nel genere.

Anche per questa pratica commerciale mi sembrava di aver a che fare con una setta segreta, nella quale quel tipo di musica (a me allora quasi del tutto sconosciuta) era un enigma criptato, i vinili, qualche timido CD , le riviste ed i flyers dei megaraduni dance tedeschi ed olandesi, erano delle Stele di Rosetta o dei codici Enigma da decifrare con una macchina elettro-meccanica .

Allora io muovevo i primi passi nell’organizzazione di eventi musicali notturni nella città in cui vivevo e vivo tutt’oggi Bologna.Dalle serate al Depot di via del Pratello a nome B-ESP a cura del trittico Enzo Casucci (al sax) Angelo Sindaco (ai piatti) e Bartolomeo Sailer (electronics) ero passato a dei proto mini-rave, dove la libertà della pratica stava nella proposta musicale più che nei luoghi dove avveniva, centri sociali in cui i quadri politici erano (e sono ) ignavi di quello che realmente si faceva quali Pellerossa e soprattutto Livello 57 (quando era nell’ex Bestial Market).Dove grazie ad alcuni illuminati compagni di Radio K, ero riuscito ad organizzare una serie di concerti EBM tra cui il live di X4U ed IT, data passata via Sinapsi , in cui ebbi l’occasione di conoscere Ivan Iusco nella duplice veste di artista( IT) e label manager delle etichette Minus Habens e Disturbance , dando inizio ad una lunga collaborazione a distanza nello spazio e nel tempo.

L’entrata nel gota degli organizzatori mi permise di passare dall’L57 , al Covo (grazie ai mitici Dedu e Steve) e poi al LINK ,centro media culturale nato nei meandri del mio corso di laurea DAMS tra i capoccioni del collettivo omonimo DAMSTERDAMNED, a cui evidentemente allora facevo simpatia e pensavano di poter sfruttare la mia ansia di far divertir e e ballare in maniera intelligente come fu per circa 10 anni dal 1994 al 2005, anno del mio suicidio ed espulsione dal Link Associated (ma questa è un’altra “brutta” storia)

Stranamente l’azione organizzativa (per un breve periodo ) passò nei principali techno club italiani quali Coccoricò, Matis, Asylum e Teatriz e altri minori.Il percorso fu facilitato sia a casuali incontri con personaggi come Loris Riccardi e Renzo Palmieri (art director e direttori del primo storico Cocco) ed anche dall’amico nemico di sempre Andrea Carnoli (introdottomi all’epoca dall’art director ed artista Gianluca Bernardini grande supporter visivo già dagli albori) , ma soprattutto dall’entrata in scena con due inaspettati grossi colpi di teatro, baciati dalla così definita fortuna dei giovani principianti;“The rage of gyspy rave” il primo vero illegal rave della regione ed il concerto (gratuito ) dei Test Department. Il rave “La furia della festa gitana” l’avevo organizzato nell’estate del 1992 sotto il Ponte lungo della via Emilia sul fiume Reno, insieme all’opera nomadi ( Caritas ) per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle precarie condizioni delle comunità ROM profughe dalla ex Jugoslavia in fiamme che abitavano in riva al fiume a rischio alluvioni. Grazie ad Alessandro Bocci (qui come Dj M16 ) avevo re-incontrato Fabrizio Usberti , da cui Sandro acquistava dischi e CD per il suo negozio Blue Cover Carrara. Fabrizio lo avevo già conosciuto anni prima nel decadente quartiere periferico di Genova Pegli , dove si abitava entrambi , ma senza frequentarsi.

La sua fama avrebbe poi confermato negli anni a seguire le sue capacità di innovazione stilistica sia nel campo delle musiche elettroniche, che in quello successivo dell’abbigliamento , dove con la sua linea realizzata con la compagna Paola vestirono alcuni dei principali artisti della scena elettronica italiana e quasi tutta la Rephlex record , come testimonia una fotografia in doppia pagina della crew ritratta in un articolo omonimo su uno storico numero di NME (oggi introvabile) .

Il secondo evento propulsivo furono i Test Department live, al centro sportivo Barca, con in apertura la performance delle Zazzemite, il progetto live M16, di Alessandro Bocci,Manuel Giannini e Roberto Bertacchini, degli allora Starfuckers poi Sinistri. Per complicarmi la vita e dare un senso all’iniziativa avevamo chiamato la serata “Rumori di guerra per suoni di pace” contro intervento USA in Somalia, la Restore Hope mediatica di Bill Buffalo Clinton. Risultato un plotone di celerini a ns disposizione a bloccare le entrate del centro, permettendoci di chiedere ben 5.000 lire all’ingresso di quella che poi sarà tristemente conosciuta come “entrata a sottoscrizione obbligatoria” .

La produzione tecnica di entrambe le serate fu supportata da un altro personaggio basilare in questa mia pre tecno storia; Martin Patterson, fratello di Alex Patterson – THE ORB e membro del collettivo artistico Mutoid Waste Company. Senza di lui e degli altri “Mad UK Max” non sarei mai riuscito ad organizzare queste due iniziative e tante altre negli anni a seguire .

Martin ed i Mutoid con la mediazione logistica di Sergio “Omnidrive “Scanu ci invitarono così a collaborare alla festa annuale che si teneva al loro campo in Santarcangelo di Romagna, durante l’omonimo festival teatrale. Dopo la caotica esibizione di Fatur che compromise quella dei Massimo Volume (al pelo) ed annullo quella degli Starfuckers,  fu la volta di Sick hardcore e Dj Kalapodis (Fabrizio Usberti) con a sorpresa il supporto di Andrea Benedetti (Dj Sprawl) , della prima citata Final Frontier , con cui distribuiva insieme all’(allora )“allievo jedi” Marco Passarani produzioni delle proprie labels Plasmek ,Nature e di altri validi progetti di producers made in Rome quali Marco Micheli , Gabriele Rizzo ed in parte dei più affermati Lory D e Leo Annibaldi.

Con gli amici romani fu un colpo di rullante di 909! Un pattern con cui si diede il via ad una relazione professionale ed umana oggi ancora viva e vegeta, durante la quale mi supportarono in tutte le mie scelte ed operazioni . La più significativa fu la creazione comune di Distorsonie, il primo festival dedicato alle etichette di musica elettronica italiane. In seguito DF, un happening di musiche elettroniche da ballo, nazionali nelle prime due edizioni, internazionali nelle successive sette..

Un appuntamento annuale (ritornando all’incipit) dove dalla prima edizione invitai anche l’altro (ancora oggi) collaboratore ed amico Ivan Iusco a partecipare in forze con le sue etichette e la rivista Neural di Alessandro Ludovico. La collaborazione si ripetè ad ogni edizione e per tutta la durata del festival , passando dall’industrial Kebatraume, al caustico progetto Monomorph dei fratelli D’Arcangelo ,il drum bass patinato degli Edmondo, il genio di Dati, i sofisticati Pilot Jazou, fino agli allora solo elettronici Vegetable G. In tutto 9 edizioni, dal 1995 al 2004, tutte tenutesi nel centro media culturale LINK, prima Project , poi Associated. Dove militai a vario titolo, organizzando decine e decine di eventi , fino all’anno in cui chiuse la sua prima sede (dietro la stazione dei treni) per proseguire oltre la tangenziale , nella suburbia cittadina, dove è tutt’ora aperto ed attivo.

E qui il cerchio (ed il pezzo ) si chiude con circolartità kubrickiana a me tanto cara, lasciando aperto il “to be continued” ad approfondimenti multimediali via motori di ricerca web (per quanto dell’epoca pre internet qui citata si può oggi trovare). Mentre per correzioni e giunture narrative chiedo a quanti ho citato e quanti invece ho dimenticato (scusandomi con loro ) di farlo di proprio pugno e mouse qui di seguito o nei social network collegati.

Questo breve promemoria è dedicato a tre amici scesi per sempre dalla console della vita (RIP) ;

Fabrizio Usberti aka Sinapsi / Dj Kalapodis

Martin Patterson aka Little Fluffy Luke

Riccardo Testoni aka Dj Ricci

Rock 1.0 !!!

25 Set

Bello  l’evento “Italia Loves Emilia”  di sabato 22 settembre al campo Volo  di Reggio Emilia , anzi direi eccezionale, 150.000 mila persone in un colpo solo per oltre 3 milioni di euro raccolti per i terremotati emiliani.

Nonostante il risultato lo posso definire un evento ed un modo di raccogliere fondi “Rock 1.0”,  non dissimile da Live AID ed altri momenti concentrati in uno (o due luoghi ) in una ( o due giornate) , con tutte le problematiche logistico-ambientali, che qui tralascio per non risultare troppo “un opinionista a km zero”di cui son pieni media e web.

Ritorno invece sulla mia proposta autogenerativa di mesi fa ;

Emilia Romagna (Good) Vibes  ( https ://www.facebook.com/EmiliaRomagnaVibes )

Era indirizzata ad operatori artisti  e fruitori della scena club e disco emiliano–romagnola e nazionale tutta.

Ma da questi quasi completamente ignorata ( esclusi DJ Cirillo, Ricky montanari e Athletic Duo, unici ad aver donato con  parte del loro fee della Molo Street Parade  )

Forse perchè poco chiara, o forse perchè come tanti mi dicevano quello è un ambiente cinico di persone a cui “non gliene fotte nulla” di fare della beneficenza etc etc insomma le solite disco e discotecari.

O forse perché per gli eventi di beneficenza ci vuole il clamore mediatico canonico (radio-TV) vedi Teletohon ed altri simili, mentre nel web funziona la raccolta fondi tramite la lenta  colletta del crowdsourcing su progetti più produttivi tipo start up o produzioni audiovisive e altro di tangibile?

Oppure perchè nonostante la presenza dei conti correnti della Regione ER, partnership con Zero Edizioni, Youmpa , il SILB etc etc  io (promotore dell’iniziativa) nella scena club culture non sono più una voce attendibile/credibile?

Magari qualcuno dei miei ex colleghi organizers e  amici djs contattati ed interpellati inutilmente sul progetto  mi risponderà?

Ma non mi interessa avere dei riconoscimenti personali , quelli li ho sempre lasciati ad altri fenomeni  in fronline, a me sarebbe stato sufficiente raccogliere qualche migliaia di euro facendo circolare un immagine positiva della Regione per evitare cancellazione prenotazioni vacanza estive in ER tenere alta la visibilità sulla tragedia anche nei target giovanile (clubbers) etc etc.

Ma non ci sono riuscito perché ci ho lavorato troppo poco, affidandomi ingenuamente alla capacità virale della rete e dei social media

Sbagliato ! Quelli sono mezzi che vanno imboccati day by day come dei poppanti.

Eppure i numeri c’erano e ci sono per superare Campo Volo sia dal punt di vista economico che della visibilità e soprattutto della continuità post–emergenziale, dando una continuità spazio temporale che andrebbe ben oltre l’effetto bomba dell’eventone by Ligabue & co.

Eccoveli ;

2500 – 3500 le discoteche in Italia

Emilia Romagna 11,5% (300 circa)

180 megadiscoteche con piu’ di 1500 posti (il 50% capienza inferiore ai 400)

30mila gli addetti occupati nel settore ed altrettanti nell’indotto

15 milioni gli italiani che nel 2011 sono andati almeno una volta in disco (26% dei residenti)

100 milioni le presenze annuali

30 milioni gli stranieri

Un miliardo e 400 milioni di euro e’ l’introito delle discoteche italiane

600 milioni gli euro spesi

DJ: 10.000

Persone impiegate: 200.000

Presenze ogni anno: 200 milioni

Frequentatori abituali: 5 milioni

Ora forti di questi dati si riprende in mano il progetto di creare (ed usare ) un cartello dedicato alla promozione e valorizzazione del territorio musicale regionale legato all’area club-culture  già accennato nel 2004  durante un incontro tenutosi nell’ultima edizione del Distorsonie Festival,  in collaborazione con il London Liquidworks di Liam J.Nabb e Lousie Oldfield, dove veniva ribadita la  specificità musical–territoriale  di tutta la  Regione ER.

Da questa verifica si rilancerà  il progetto con il nome di “Vibers” (sotto titolo e sito a capo di Emilia Romagna Vibes)        con un agenda di sviluppo sia online, che offline, a cui spero questa volta aderiscano i beneficiari (operatori settore e istituzioni territoriali) entrambi nei precedenti tentativi un po distratti…

Ma si sa i discotecari sono un po dei rimasti…..

Al prossimo post per maggiori dettagli ed informazioni !

Stay Vibers !

Emilia Romagna (Good) Vibes > Web start > 21 Giugno

12 Giu

Per non sovrapporsi ad altre iniziative, visti i feedback quasi inesistenti delle istituzioni ed il Sonar alle porte si è presa questa decisione;

La serata di lancio di Emilia Romagna (Good) Vibes prevista il 24/6 è annullata. L’iniziativa avrà uno web-start il 21/6 .
Da quella data in avanti chi vorrà aderirvi e proporre un suo evento (sia come artista che come organizzatore) lo potrà fare via web, utilizzando, il sito www.vibers.it (in costruzione) ,  la pagina Facebook  https://www.facebook.com/EmiliaRomagnaVibes/  (già funzionante),il nuovo marchietto (in via di creazione a cura di Monica Cuoghi / Pea Brain) ,  ma soprattutto i conti correnti della Regione Emilia Romagna che seguono, dove si potranno per versare i fondi raccolti utili (come da ns suggerimento ) a recuperare spazi di aggregazione giovanili dediti ad attività didattico-culturali danneggiati dai terremoti;
c/c postale n. 367409 intestato a: Regione Emilia-Romagna – Presidente della Giunta Regionale – Viale Aldo Moro, 52 – 40127 Bologna;
– bonifico bancario alla Unicredit Banca Spa Agenzia Bologna Indipendenza – Bologna, intestato a Regione Emilia-Romagna, IBAN coordinate bancarie internazionali: IT – 42 – I – 02008 – 02450 – 000003010203;
– versamento diretto presso tutte le Agenzie Unicredit Banca Spa sul conto di Tesoreria 1 abbinato al codice filiale 3182.

NB; Tutti i versamenti dovranno avere come mittente il proprio nome o orgnizzaiozne accompagnato da “EmiliaRomagna Good Vibes” e dovranno essere comunicati sugli spazi web sopracitati.

Rimane fissata la data di sabato 8 Settembre 2012, (data simbolo dei resistenti) nella quale gli aderenti all’iniziativa si ritroveranno tutti insieme proprio nelle zone colpite per organizzare una giornata d’incontro con le persone ed i referenti del luogo, con cui decidere su quali strutture indirizzare la Regione ad utilizzare i fondi raccolti.

Chiuderà la giornata un festa serale a cura dei protagonisti musicali dell’iniziativa il cui luogo e programma verrà comunicato in seguito

LANDEMED

13 Mar

Una nuova avventura professionale ed associativa è iniziata da qualche settimana per ONE BORIS , sono entrato nel progetto Landemed, Organizzazione Non-Profit a Statuto Associativo (www.landemed.com) con l’ incarico di Coordinatore per gli eventi (sostenibili).Un passo laterale (non indietro..) verso la professione che esercitavo in precedenza, rivista qui sotto un aurea rinnovata, anzi rinnovabile, visto l’ambito in cui andrò ad agire. Ovvero l’organizzatore di eventi di comunicazione a carattere interdisciplinare per la valorizzazione e la promozione di aree verdi, parchi pubblici, comprensori agro-turistici e delle produzioni enogastronomiche locali in esse presenti.

Un azione progettuale dedicata agli specifici ambiti territoriali, all’insegna dell’educazione ambientale e dell’alimentazione biologica a filiera corta, per la condivisione di spazi e ed esperienze, in ordine della diffusione di comportamenti civici sostenibili, accompagnati da abitudini alimentari sane (a “km zero”) ed eco-compatibili.
Il tutto riassumibile (senza sminuirlo) nello scoprire e nel parlare di “bei posti”, dove si “mangia bene” e sopratutto sano, invitando amici, conoscenti e non a condividere il tutto.

Antonella Ruggiero e Coniglioviola in Concerto (senza titolo)

23 Gen

Aiuto una cara amica nel promuovere questa lodevole e trasversale iniziativa artistica presente nel programma ufficiale degli eventi di Arte Fiera-Art First OFF 2012 Antonella Ruggiero e Coniglioviola in Concerto (senza titolo), previsto Venerdì 27 Gennaio al Teatro delle Celebrazioni, in via Saragozza 234 (BO) http://www.teatrocelebrazioni.it

Da qui in avanti prendo il comunicato e lo riposto paro-paro, sperando di attirare curiosità e pubblico pagante di supporto all’operazione (ci tengo a precisare) completamente autofinanziata;

Antonella Ruggiero affiancata da un violinista e un ballerino.

Per indagare il tema tabù della musica contermporanea, quello della morte.

In scena va un Concerto senza titolo: come un file appena creato sul computer e ancora da rinominare, uno spazio bianco da riempire.

Compositori elettronici del calibro di Matteo Curallo, Alessandro Siani, Luca Vicini danno a testi classici una veste nuova e inaspettata.

Una nuova produzione teatrale che vede protagonista Antonella Ruggiero con la regia del video artista ConiglioViola che combina musica elettronica, videoart, danza e performance per indagare poeticamente la collisione tra il tema-tabù della morte e la cultura pop. ConiglioViola ci guida lungo un’antologia di canzoni che raccontano e indagano poeticamente il più grande tabù della cultura contemporanea per restituircele in una veste completamente riattualizzata dagli arrangiamenti di una crew di musicisti elettronici di culto e dalla magia dell’interpretazione live di Antonella Ruggiero. Un concerto senza titolo, dunque, giacché la protagonista è innominabile, interpretato da archi elettrici, voce, danzatore e computer.

Il tutto per portare in scena una nuova opera d’arte totale, ipnotica e fantasmagorica, che combina le tecniche tradizionali del Black Light Theatre con tecnologie video d’avanguardia come le proiezioni olografiche. Le proiezioni qui non sono né sfondi né film: sono attori che agiscono in assenza, capaci di creare un mondo di volta in volta diverso per ognuno degli episodi musicali dell’antologia.

Per fare questo ci sono tecnologie pioneristiche come l’olografia ma anche dell’utilizzo contemporaneo di molteplici piani di proiezione: il fondale del palcoscenico, la gonna-installazione di Antonella Ruggiero (che illuminandosi dall’interno si trasforma in una sorta di abat-jour) e il grappolo di palloncini che Antonella porta in scena. In scena, dentro un altro artificio, non digitale ma di antica tradizione, il black light theatre, che richiama le fantasmagorie della morte, suona nel buio un quartetto di archi elettrici, gli strumenti che più ricordano la forma del corpo umano, svuotati però della corporeità, e un pianoforte a coda, che aprendosi assume le sembianze di una grande bara. E poi la voce più immateriale della musica italiana, la magia di Antonella Ruggiero che, sospesa su una gonna-installazione alta tre metri e muovendosi esclusivamente su dei binari, traghetta gli spettatori dall’uno all’altro mondo.

Info tel; 051.6153370 – 6153374

Comunicato in dettaglio;
cs_concerto_senzatitolo

2012; che la Forza sia con te (e anche con noi)!

4 Gen

La Forza (cit.Wikipedia) “….nell’universo fantascientifico di Guerre stellari, è un campo di energia mistico (positivo aggiungo) generato da tutti gli esseri viventi che pervade l’universo e tutto ciò che esso contiene.
Una “social energy collettiva”tanto per citare attraverso una metafora filmica J.Rifkin & co, dovuta all’insieme delle potenzialità spirituali e perchè no realmente energetiche, di ognuno di noi.

Il 2012 invece è forse l’anno più temuto e quindi negativo dopo il 2000 con il suo Millenium bug, ve lo ricordate?

Ora mentre il bug del 2000 si rivelò una mezza sola, facendoci impazzire la sola notte del 31/12/1999, il 2012 sarà invece ben peggiore, e viste tutte le previsioni, da quelle più moderate a quelle più catastrofiche (tipo le minchiate maya) ci aspetterà un bel minestrone di sfighe.

Ma potrà essere ancora più letale per chiunque non si preparerà ad affrontarlo nel migliore del modi, ovvero rimanendo connesso in modo attivo e propositivo con gli altri, dandosi da fare per far circolare contenuti, informazioni, conoscenze e saperi utili a creare quella massa critica necessaria a superare quello che di negativo ci potrà accadere rispetto ad ambiti di sopravvivenza primari quali; ambiente, economia, energia, conflitti, medical e tutto ciò per cui e da cui dipende la ns vita naturale.

Scritta così sembra una banalità apocalittica sospesa nel nulla della rete (tipo i proclami anti Berlusconi su FB), ma può avere senso se la riportiamo ad una volontà strategica di creare dei centri di informazioni preventiva (free cloud?), nodi di raccolta dati, autonomi ed indipendenti dall’acronimo mutuato dal made in H.Bey “TAC” (Temporary Autonomous Cloud). Nuvole Temporaneamente Autonome dove inserire e dove poter recuperare informazioni su specifici contenuti, cercando di liberarli dal controllo a monte dei centri di potere e di creazione della conoscenza.

Un percorso paragonabile a quelli che una volta negli anni 90 erano le nostre amate e odiate TAZ, Zone Temporaneamente Autonome (offline),ingenuamente liberate dal controllo dei vari poteri, che può invece essere una nuova scommessa nell’uso della rete e dei social media in essa operanti.

Che questo sia realmente possibile non ne sono sicuro (Wu Ming avverte sul web e facendolo insegna), ma pubblico questo post sperando che la Forza (quella vera) della comunicazione dettata dal libero pensiero collettivo, trasportato nei bits e nelle fibre ottiche, mai come nel 2012, sia la vera arma per contrastare ogni tipo di speculazione e di azione deleteria che il genere umano (ben consigliato dall’1% del lato oscuro planetario) intraprenderà verso il restante 99% e quindi verso se stesso.

Quindi per scriverla alla G.Lucas maniera ; 2012, the Force mighty with you (and with us too)!

Abcdelettronica

2 Dic

Dopo l’ennesima probabile chiusura per droga di un importante club della Riviera Romagnola riesumo un progetto di didattica-musicale a scopo preventivo: “Abcdelettronica” era un progetto sperimentale di didattica musicale dedicato agli studenti delle scuole secondarie superiori scritto e presentato con successo al Ufficio Scolastico Regionale ER nel lontano 2005, mai andato in “aula”(purtroppo) La finalità era quella di inserire la musica dance elettronica nelle strategie e nelle azioni di insegnamento secondo una procedura diversa da quella consueta con l’obiettivo di alfabetizzare ed incuriosire gli studenti (clienti dei clubs) verso protagonisti , stili musicali e tecniche di composizione della dance elettronica alzandone le soglie di attenzione per una maggiore presa di coscienza in questo modo delle pratiche culturali e sociali alla musica collegate (sballi vari compresi).

Parallelamente alla frequentazione di concerti e DJ performance alla possibilità di fruizione di corsi di storia della musica si ritiene infatti prioritaria l’educazione all’ascolto, veicolata attraverso l’approccio diretto da parte degli studenti ai materiali sonori e alla loro manipolazione, anche senza un’adeguata preparazione tecnico-linguistica sui codici e sulle forme.

Qui la sintesi delle azioni del corso già proposto con successo con sole finalità didattiche anni prima da Andrea Benedetti, Eugenio Vatta e Marco Passsarani alla Regione Lazio, a cui con il loro permesso al’epoca aggiunsi la declinazione sociale.

IL progetto così rivisto voleva intraprendere un percorso nel quale infrangere i tabù dei codici standardizzati con la prospettiva di un inserimento stabile dell’espressione musicale elettronica nelle coscienze e nel sistema valoriale dei giovani studenti, che attraverso le sue reali variabili: storiche,tecniche, verrebbe ricollocata in una posizione “artistico-autoriale”,di bilanciamento rispetto alle derive interpretative e fruitive, dovute a situazioni pubbliche dove la musica elettronica viene vissuta come elemento di “sola decorazione sonora ”determinante e collegata a fenomeni di costume e all’abuso di bevande superalcoliche e all’ingenuo utilizzo di sostanze stupefacenti, oramai considerate intrinseche e connaturate ai genere musicali in oggetto.

Generi musicali ai più nella loro vera natura sconosciuti , provenienti dallo spazio immateriale dei media produttori quali radio ,Dee jay in primis, dalla tv ,MTV , ora dal web,Napster e altri sistemi di scambio files “peer-to-peer” .
Musica quindi esterna alla realtà umana, popolarmente prodotta ed inventata per vendere ecxtasy o anfetamine (ora cocaina) che proprio per la sua distanza dalla realtà viene vissuta naturalmente come colonna sonora della perdita e del di stanziamento tramite sostanze stupefacenti dalla realtà.

Abcdelettronica era ed sarebbe ancora il valido tentativo di riportare “sulla terra” attraverso seminari tecnicco-teorici la musica dance elettronica , mostrando, illustrando ai giovani studenti il suo percorso tecnico-creativo,dai primi strumenti analogici alle ultime soluzioni informatiche, facendo anche un excursus antologico nella sua storia stilistica (nel 2012 la techno ha compiuto 27 anni) con le varie divisioni in generi e sottogeneri, i suoi autori principali.

Protagonisti e produttori delle melodie e delle ritmiche sotto e con le quali per anni i giovani si muovono e convivono in assoluta ignoranza, senza informazione ne interesse contenutistico, vivendo l’esperienza musicale elettronica solo dal punto di vista ludico-aggregativo , senza che essa venga ricondotta ad un ambito artistico, autoriale, stilistico.

Abcdelettronica cercava nei suoi appuntamenti di trasmettere quelle conoscenze di base che permetteranno quel minimo di distinguo stilistico e autoriale che porteranno a suscitare nei giovani quell’interesse e quel feedback utile a spostare la musica da semplice fenomeno di costume e di utilizzo passivo pro-stato modificato di coscienza, a motivo di attenzione e interesse verso le produzioni, e verso le figure ed i protagonisti della produzione nella ora conosciuta specificità artistica.

Un percorso di presa di conoscenza dei minimi rudimenti e della macrostoria della musica dance elettronica, che vada a scapito del suo “utilizzo strumentale” come colonna sonora degli stati modificati di coscienza provocati dall’assunzione di sostanze stupefacenti.

Football mobile loyalty

24 Nov

Confesso che non conoscevo la parola loyalty , o meglio non era rientrava con frequenza nel mio glossario,quanto raccolta punti od anche carta fedeltà, pratiche di fidelizzazione lasciate alla mia compagna ed alle sue cento carte magnetiche.Poi la scoperta sia del termine che della corrente di marketing, ed oggi la piena collaborazione con la TERZO TEMPO srl licenziataria del sistema di mobile loyalty FIDELITY POINT appoggiato alla piattaforma web omonima.

Da settembre quindi interagisco su questo progetto con un team di esperti nel Trade, Marketing, nella Comunicazione e nel Web Interactive Marketing con esperienza 20ennale nel mondo del Consumer e del Mass Market, specializzato nella realizzazione di progetti di incentivazione e promozione abbinati al mondo dello sport, con particolare attenzione e focus sul calcio 8da qui il titolo del post ), dello spettacolo, e dell’intrattenimento.

Il progetto Terzo tempo fa perno su quelle che vengono definite “Esperienze Emozionali”, azioni di “act markting” con cui le aziende ed i marchi coinvolgono i potenziali clienti in target , offrendogli situazioni memorabili per creare un legame profondo e personale con prodotti e marchi andando a gratificare direttamente l’individuo/consumer così protagonista di un’azione di comunicazione aziendale o della promozione di prodotti specifici.

In questo modo andiamo a fornire servizi innovativi ed esclusivi per incentive e loyalty. adottando nuove strategie di fidelizzazione utilizzabili dalle principali insegne della GDO italiana a supporto e superamento “delle carte fedeltà”.

Progetti di comunicazione per incentivare, promuovere e sviluppare la fedeltà alla marca ed al prodotto, avvalendoci d i nuovi strumenti strategici tra cui primario come accennato sopra risulta essere il mobile, supportato da una piattaforma software di proprietà brevettata e denominata “ Fidelity Point” http://www.fidelitypoint.net capace di sfruttare al meglio lo smartphone ed il cellulare del singolo individuo, per coinvolgerlo in un programma fedeltà interattivo a medio e lungo termine.

Servizi innovativi per fare fedeltà, da utilizzare quale integrazione degli strumenti “rodati”, ma obsoleti delle carte e delle raccolte punti canoniche, che si basano su un strategico ed esclusivo piano marketing collegato alla mobile loyalty a supporto del quale proponiamo un planning di “Esperienze Emozionali” dove coinvolgere il consumatore, offrendogli situazioni e contesti memorabili, oltre che unici.

Qui un primo esempio già operativo; l’iniziativa sviluppata per la community dei tifosi della Fiorentina http://www.fidelitypoint.net/inviola
A breve Barcellona e Real Madrid e di seguito dovrebbero arrivare Juve, Inter, Milan, Napoli, Catania e via via (si spera) tutte le squadre della Seria A (e “mio” grande Genoa too!!!)

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