Musicalmente Scorretto

4 Mag

A distanza di due anni dal maldestro intervento pubblico pubblico il testo della mia introduzione ad un Politicamente Scorretto di due anni fa in occasione dell’uscita del Film “Robinù” di Michele Santoro Presentato in sala in anteprima regionale, con le autrici e il gruppo rap Bandog,  ringraziando ancora il povero Davide Montanari mancato pochi giorni fa.

MUSICALMENTE SCORRETTO

Musica e mafia tra fiction audiovisiva e realtà ; utilizzo della musica di chi descrive dall’esterno e di chi vive dall’interno le organizzazioni criminali

 

Questo è un incontro che nasce dalla riflessione sui rapporti tra musica e sistemi criminali ,

da come viene sonorizzata la mafia nelle opere audiovisive, dal film del grande schermo ai    video autorprodotti oggi diffusi sui social media primo tra tutto youtube

Medium e canale principale nel quale  la mafia , nella sua ultima forma ed appendice delle street gangs si autorappresenta nelle (alle volte sue) produzioni musicali, che in certi casi controlla e orienta

Il famoso aforisma dell grande filosofo cinese Confucio “Se vuoi capire un popolo ascolta la sua musica” oggi si deve trasformare in “Guarda i video che carica su youtube !

 

Ma facciamo un po di chiarezza  ;

La parola “gang” viene utilizzata per descrivere delle associazioni in cui gruppi molto numerosi di persone, con spesso la stessa discendenza etnica e geografica, organizzate gerarchicamente ed economicamente condividono esperienze di vita che includono anche azioni illegali ripetute ciclicamente .

La parola “Mafia” viene utilizzata anch’essa per descrivere delle associazioni in cui sono presenti gruppi numerosi di persone, con stessa discendenza, più o meno simile organizzazione, stesse esperienze e stessa frequenza.

Data la notevole differenza di età tra le due, la mafia è nata all’incirca a metà dell’800 mentre le gang (per come le conosciamo oggi) sono nate un secolo dopo, le street gang che andremo a vedere  50 anni fa o anche meno.

In realtà però, guardando più da vicino entrambi i fenomeni, si scorgono delle piccole differenze che analizzate più a fondo fanno emergere differenze di notevole importanza a rispetto al discorso visivo e musicale ad esso collegato

Le piccole differenze sono quelle che subito balzano agli occhi;

I mafiosi sono vecchi

Un esempio è l’immagine, che nel mafioso è comunemente quella di una persona non più giovanissima vestita in maniera spesso elegante sempre incline verso il sorriso e alla battuta

La mafia quindi si fa rappresentare sia visivamente nei grandi film che tutti conosciamo

Il Padrino  1-2-3 , Quei bravi ragazzi  , Donnie Brasco , che anche musicalmente dai compositori che si sono adoperati Nino Rota in testa

La mafia apparentemente non produce musica, anzi non produceva come vedremo

https://www.youtube.com/watch?v=ilBn4fkYRs0

 

La Mafia è per sua natura una società segreta che evita quindi di mostrarsi alla società civile per quello che è. Il controllo del territorio lo effettua in maniera totalmente invisibile per chi non ne è coinvolto e anche le azioni che la espongono, come possono essere gli omicidi, vengono fatti in maniera tale da creare minor rumore possibile. Nel rumore è compresa anche la produzione musicale , la mafia (esclusa la Camorra e la ndrangheta ) non ne ha, a parte quelle arcaiche legate alle mitiche terre di provenienza, quali ballate popolari diffuse con audiocassette illegali dalle quali non si riesce il più delle volte a risalire ad autori e musicisti che le hanno composte.

https://www.youtube.com/watch?v=yx8kWTiOykQ

 

SULLA MAFIA NON SI PUÒ CANTARE

Si possono fare i film , le series ( vedi Padrino e Gomorra) ma non si può cantare, come ben dice Goffredo Plastino nel suo libro “ Cosa Nostra Social Club”

Il cantante in Italia non ha l’autorità morale per fare prodotti culturali del genere: non si può fare una rappresentazione della mafia in musica.”

La mafia si può cantare, ma soltanto contro.

È una sorta di rimozione, un modo per crearsi una distanza critica e sentimentale

 

I street gangster sono giovani , e se ne fottono , giovanissimi , trasandati, tatuati, arrabbiati con il mondo ed incline ad urlare la ppropria rabbia appunto attraverso basi e metriche rap.

 

le gang invece hanno un controllo del territorio che è volutamente appariscente.

E’ difficile entrare in un quartiere controllato da una gang e non notare svariati murales e simboli appartenenti alla gang disegnati per le strade, trovarsi a contatto con ragazzi che alla luce del sole non avranno problemi ad identificarsi e a farsi identificare con la gang (come per i tatuaggi sul viso con il simbolo della propria gang). E nel caso di un omicidio, molto spesso sarà lei stessa a rivendicarlo per esternare la propria forza, per “far vedere i muscoli”.

Con la stessa facilità si può entrare in rete e trovare con un click la musica ed i video che meglio li  autorappresenta, con testi che fotografano fedelmente la realtà dei fatti (accaduti e cantati) e alle volte anche dei personaggi che li hanno commessi.

https://www.youtube.com/watch?v=TGlo8hpBvcs

 

 

Esiste addirittura una specie di CNN Gang con un sito ufficiale e tanto di canale youtubr dove vengono postate con regolarità informazioni sulla situaiozne e sui protagonisti do si trova raccolta di notizie, informazioni, interviste e video musicali sulla cultura di strada propria delle gangs

http://www.streetgangs.com/

 

https://www.youtube.com/user/streetgangs

 

La modalità di autorappresentarsi sotto forma musicale di questa gang è copiata ed usata da tante altre   organizzazioni criminali internazionali , dalla yakuza giapponese,

alle  mafie provenienti dall’est Europa ed altre minori di cui qui breve ma esaustiva carrellata

 

Internazionali; https://www.youtube.com/watch?v=njX7QXgjBgo

 

Albania; https://www.youtube.com/watch?v=HlXs-Q1YzTg

 

Russia; https://www.youtube.com/watch?v=oEsUOjtzsTY

 

Turchia; https://www.youtube.com/watch?v=a1pO1Nde3Uo

 

SAN SALVADOR DE MILANO

A livello  mondiale questi rapporti tra musica e sistemi criminali sono evidenti e ce ne siamo accorti anche in Italia a causa dei recenti fatti di cronaca di Milano,  quando dei gangsters (nel senso di appartenenti ad una gang)   Salvadoregni hanno aggredito  come altre volte connazionali ma anche italiani (ribalta di cronaca quella di due anni fa contro il capotreno a colpi di machete)

 

Riportando attenzione su questo fenomeni d’importazione di gang  nord e centro americane come la MS 13 /  Mara Salvatrucha che andando (dopo ) a scavare hanno grandi ramificazoni territoriali e soprattutto una notevole diffusione sul web, specialmente su youtube dove alcuni cantanti e gruppi rap cantano lodi e gesta (criminali) , diventando pericoloso motivo di ammirazione e successivamente emulazione ed affiliamento.

https://www.youtube.com/watch?v=CpOLDEyW6BI

 

MARAS MUSIC

Si parla di  “Maras music” ,  la musica delle Maras, termine con cui vengono chiamate le organizzazioni crimali provenienti e/o in relazione con il nord e centro america,   abbreviazione di marabunta che, in lingua spagnola, può avere due significati: il primo si riferisce ad alcune specie di formiche migratorie che divorano, nel corso della migrazione, tutto ciò che si trovano davanti. Il secondo significato si riferisce, in modo più colloquiale, a una folla disordinata.

Da cui si capisce l’agire follemente criminale  di queste.

 

La  MS-13 o Mara Salvatrucha ebbe origine a Los Angeles, negli anni Ottanta. I membri della gang, in origine, erano tutti provenienti dallo stato centroamericano di El Salvador, emigrati negli Stati Uniti a causa della crisi economica e della guerra civile che colpì il Paese dal 1979 al 1992.

https://www.youtube.com/watch?v=0lZXdRtBz98

 

L’organizzazione criminale Barrio 18 affonda anch’essa le sue radici nelle strade di Los Angeles, nello stato americano della California. Negli anni Sessanta i giovani messicani emigrati in California, che non venivano accettati nelle gang ispaniche già esistenti in loco, si riunirono in quella che sarebbe diventata una delle organizzazioni più estese al mondo. Secondo un rapporto della Federazione degli scienziati americani, Barrio 18 fu la prima organizzazione ispanica ad accettare anche membri di altre nazionalità.

https://www.youtube.com/watch?v=z5o1b89Bycg

 

GANGSTA RAP

Un percorso copiato da quello che negli anni 90 fu il gangsta rap americano, proprio della west coast con idoli come Tupac (morto) Notorisu Big ( morto anch0esso) e Ice Cube ( oggi attore di successo vivo )  ed i  N.W.A (Niggaz With Attitudes), dove all’epoca usano le proprie produzioni per scambiarsi messaggi di guerra, delimitazioni di aree di interesse ( solitamente spaccio) , requiem per morti ammazzati e altro inerente alla Thug Life “ (famoso tatuaggio di Tupac)  veicolato nei testi e nei primi video bannati dall’allora MTV e da tutte le tv USA, oltre che da parecchie radio.

 

Il brano più famoso e provocatorio di quell’epoca fu Fuck the Police dei NWA a cui seguì anche una versione di  Tupac , entrambi denunciavano la metodologia razzista della polizia ed innaggiavano a combatterla dichirando senza problemi che erano gangster

 

NWA    https://www.youtube.com/watch?v=Z7-TTWgiYL4

 

Tupac  https://www.youtube.com/watch?v=sMLQsS6DvDo

 

I film degli Studios che hanno ritratto questo fenomeno sono diversi , ricordiamo il più famoso nel in quasi tutti hanno usato la stessa musica prodotta all’interno  degli ambienti che andavano ( in maniera edulcorata) a ritrarre, come  dal primo Colors  sulla rivalità omicida delle due grandi gangs Blood e Crips con una colonna sonora in cui  dove svetta e rimane nella storia il pezzo omonimo di  ICE T  https://www.youtube.com/watch?v=LI8Zx_QvNVU

Fino all’ultimo

nell’ultimo Straight Outta Compton  con un attore che recita l’allora ICE Cube giovine criminale.

https://www.youtube.com/watch?v=kSlp-ojfTRw

 

Proprio nel secondo film si da evidenza il  passaggio di quel genere e di tutto l’hip hop in genrale nell’sistema di produzione culturale commerciale e “legale” , nel quale una pletora di aeristi hanno disperso il messaggio gangstaoriginale, e con esso anche quello di denuncia sociale per un sistema di valori decadente basato solo su soldi , auto , donne e successo. Svilendo il genere al punto che NAS uno dei suoi più grandi rappresentati pubblica un LP definendo l’hip hop morto.

https://www.youtube.com/watch?v=kAKxjTRV6ms

 

 MA A NOI DELL’HIP HOP COSA CI INTERESSA MI CHIEDERETE?

Perché L’hip-hop nella sua valenza comunicativa criminale non è del tutto morto, è risorto nel  Maras rap, che oggi usando le ritmiche lente ed quasi anti storiche del primo gangsta rap ci adatta sopra testi in slang spagnoli, nei quali si riportano ancora la violenza, la povertà,  le difficoltà  del vivere nel ghetto.

Dove si afferma e promulgala pericolosa (ma allettante ) idea che il “banding “ , ovvero aderire ad una banda, vuol dire non solo  avere denaro, ma anche cibo, riparo, ed un senso di appartenenza ad una comunità, unica vera protezione contro povertà, discriminazione, e attualissimo abbandono politico Trumpiano.

Ma il pericolo maggiore del Maras rap è la sua facilità della sua estensione, oltre i limiti di Compton, Watts  ( ghetti di L.A ) e degli USA, in tutte le comunità centro americane sparse per il mondo,  in cui (come nel caso di Milano)  riescono ad avere una grande presa grazie alla capacità di  narrare una vita £altra” delle strade di El Salvador, dell’Ecuador e del Guatemala.

Hip hop quindi non è morto. E ‘vivo e vegeto, fiorente in una delle comunità più emarginate e temute al mondo.

https://www.youtube.com/watch?v=KSCGaMpSDI0

 

NARCOCORRIDO / El CHAPO / NETFLIX

All’hip hop delle Maras e di tutti gli altri gruppi criminali, corre in paralleo  un altro tipo di musica più popolar folk  il “Narcocorrido”

Un genere  fatto di ballate popolari (drug ballade) legato principalmente ai cartelli di narco trafficanti messicani , i cui  testi anche qui si riferiscono a reali  eventi criminali (le famose spietate esecuzioni) con tanto di date e luoghi.

Il successo e la diffusione è notevole , come si può verificare dalle visualizzazioni del maggiore cantante del genere ElKomander,  che in questo  video hanno superato i 100 milioni  https://www.youtube.com/watch?v=N5slEVNpi2k

 

I testi sono espliciti e diretti , estrapoliamo qui un video dove l’artista celebra tutte le mafie mondiali , inneggiando le ns italiane come le più forti ( ce lo doveva dire  lui..)

https://www.youtube.com/watch?v=jgGOW6Aoks8

 

O questo in cui canta le lodi dell’evasione del EL Chapo , capo del cartello di Sinaloa

https://www.youtube.com/watch?v=RswIc0UUEis

dove vediamo che alcuni uploader al contrario usano le immagini della serie prodotta da Netflix per dare colonna visiva alla canzone di gesta di Er Kommander.

Un corto circuito al contrario dove il video diventa solo una specie di scenografia coreografata che fa da sfondo al messaggio del narco cantante.

Giusto per far capire il valore che le organizzazioni danno alla diffusione di immagini e canzoni consensuali proprio El Chapo Joaquin “El Chapo” Guzman è stato arrestao nel gennaio di quest’anno,  dicono proprio  a causa   della sua voglia di girare un film autobiografico  con cui    si preparava a raccontare la sua vita sul grande schermo e per questo ha “commesso passi falsi” che hanno permesso alle forze dell’ordine messicane di trovarlo.  Il re dei narcotrafficanti messicani capo del cartello di Sinaloa ( ben raccontato da Saviano in doppo zero)  aveva già preso contatto con attori e produttori per sbarcare “El Chapo” negli Stati Uniti dalla porta simbolica di  Hollywood con un suo racconto e non con quello prodotto da Netflix .Quindi un tentativo di ricerca di autenticità nella finzione che cortocircuita quanto scritto prima.

Qui la Colonna Sonora del film El Chapo , in esclusiva su Netflix , nuovo canale on demand da cui sono partite  series e film di  grande successo di  legati al fenomeno del narco traffico

https://www.youtube.com/watch?v=dBnzW1wGoQU

 

 

AUTENTICAMENTE MAFIOSI

La finalità di tutte queste produzioni video musicali  è risultare (ed essere) “autentici” , nel’accezione di  “autenticamente mafiose”, della mafia (gangs)  e non sulla mafia.                                                                       Questi sono repertori musicali spesso definiti  come “pericolosi” perché collegati a qualche titolo con la violenza e la criminalità organizzata.

Apologia di reato ? Istigazione a delinquere? Medium di trasmissione di culture criminali?                       Semplici prodotti di cattivo gusto? Secondo un’interpretazione piuttosto comune  queste produzioni sarebbero in grado di influenzare negativamente chi le ascolta.                                                                           In alcuni casi, servirebbero addirittura da «educazione musicale alla mafia», e sarebbero quindi da emarginare e proibire.

E come?E’ impossibile, quindi meglio imparare a conoscerle ed analizzarle.

Visto che il fenomeno tocca i 4 angoli del pianeta e milioni di video e brani musicali per non disperderci abbiamo deciso di affrontarlo  con quello che abbiamo in casa  ( che non è poco..) attraverso l’analisi e l’ascolto della  colonne sonora del docu film Robinu di Michele santoro e servizio pubblico qui rappresentato da Maddalena Oliva e Micaela Farrocco  trattante la situazione delle  baby gang o paranza dei bambini a Napoli (come dal titolo del dell’ultimo libro di Saviano di cui sembra anzi è il compendio visivo) e con esso anche la musica che lo contorna e che essa stessa (la paranza)  produce o consuma; i neomelodici e l’hip hop ( rap)

 

I NEOMELODOCI

Il  fenomeno dei “neomelodici” quel complesso e stratificato filone musicale sotterraneo che si distingue dalla canzone classica napoletana che ha generato quella che alcuni gionalisti descrivono come la  “Sindrome D’Alessio” che ha portato tanti ragazzi dei quartieri a provare di trovare con il canto una via di uscita alla povertà, cadendo nella rete della camorra, che li ha poi utilizzati per veicolare messaggi, per rendere omaggio alle donne della camorra,  per inviare  richieste di estorsioni,  inviare messaggi alla popolazione o ad altri clan, utilizzare sue canzoni per far sapere di nuove alleanze o di inizio ostilità tra clan.

https://www.youtube.com/watch?v=ag5OxmlZ88o

Qui il pezzo forse più tristemete famoso di Nello Liberti a cui seguirno indagini e denunce nell’ambito dell’inchiesta sui clan di Ercolano , in cui venne indagato per concorso in istigazione a delinquere .

Michele Santoro con Maddalena e Micaela qui presenti, hanno  ripreso e coinvolto uno di loro, il cantante Anthony, inserndo dei sui brani nel docu film ripresi proprio nei quartieri spagnoli in cui è nato (fisicamente ed artisticamente) mentre si esibisce per i ragazzi detenuti agli arresti domiciliari

 

GLI ANTAGONISTI

Una situazione a cui “idealmente” ( ma manco tanto ) si oppongono quei giovani che all’opposto fanno nella musica uno strumento di  antagonismo simbolico e di resistenza a questi sistemi criminali

Tra cui qui in sala Salvatore Bandog  Totaro , che ha deciso di allontanarsi da quel “sistema” da tutti i punti di vista, diventando un cantante hip hop si dice “impegnato “(nei modi e con il percorso che lui stesso ci descriverà dopo )

Prendendo spunto dalla prima  scena hip-hop e raggae / reggaemuffin  napoletana  nata intorno  (e all’interno) dei centri sociali con gruppi storici come 99 posse  , almamegretta , bisca e dopo tanti altri artisti napoletani come ben spiegato dal  frontman del gruppo ‘A67, Daniele Sanzone, nel libro Camorra sound

E che oggi prosegue anche con artisti come Co Sang, 80 cent ed altri come  il rapper Lucariello (qui con Ezio Bosso ) nel pezzo in cui immagina la morte di Saviano;

https://www.youtube.com/watch?v=0PeQruQy-wE

 

Dove la musica attraverso queste esperienze  è diventata ”anche” veicolo di denuncia sociale ,   con testi che trattano la marginalità, la devianza, il degrado, lo Stato padrone, ma dimenticato la camorra. Ed  a cui , come ci dirà dopo Salvatore,  anche loro come Bandog crew si sono ispirati sia musicalmente che per la composizione di  testi che fotografano la brutta situazione di Napoli  ben esplicitatata da quest strofa del brano “ Welcome in Italy “ contenuta in Robinu che dopo insieme ad altri brani canteranno qui dal vivo nella loro prima esibizione fuori Napoli

 

DICO BASTA A QUESTA CASTA

FATTA DI BOSS FATTA DI MOSTRI

CHE COMANDANO LA NOSTRA VITA

CHE CI SPREMONO FINO ALLE OSSA

FACENDOCI PAGARE L’ARIA E ANCHE LA FOSSA ..

 

 

PINO DANIELE CHE?

Ma  di questo ha parlato  in maniera più puntuale anche Alessandro Gallo che ne ha fatto la colonna sonora del suo ultimo romanzo “Tutta un’altra storia”( pezzo mitico di Pino daniele sul non abbandonare Napoli per andare in America ovvero emigrare)

Libro uscito, in gennaio 2017 per Navarra editore,  un romanzo breve per ragazzi , sull’adolescenza e la criminalità, dove ogni capitolo verrà accompagnato da una colonna sonora (testuale) di un differente cantante neomelodico.                                                                                                                                                   Dove si  racconta la storia di tre sedicenni napoletani che a ritmo di musica neomelodica e scorribande notturne si misurano di continuo con gli errori, a volte banali, di cui l’adolescenza si nutre, non digerisce e che poi vomiterà nel tempo.

https://www.youtube.com/watch?v=xWefoGYc8Mk

Perché cito e scomodo Pino daniele ? Perché lui stesso è stato vissuto per anni come un blasfemo rispetto alla classica canzone napoletana , stessa cosa che si pensa oggi dei neomelodici e che sicuramente tra 10 anni sarà dimenticata

Ma cosa rimarrà? Cosa c’è di diverso oggi in questo fenomeno rispetto alle passate intrusioni stilistiche nel cosidetto “canone” ?

 

LA MUSICA (anche ) della NDRANGHETA

Di diverso c’è che oggi  si parla esplicitamente anche in Italia di mafia, e che questo non si limita più alle session orali delle sagre di paese o negli ambiti mafiosi, ma viene diffuso world wide appunto attraverso il web, ma anche attraverso una vera e propria rete commerciale che produce e distribuisce CD.

Questo per i neomelodici ma anche per le canzoni della ndrangheta calabrese , prima distributie con cassette anonime brevi mano , poi inserite in una collana di CD “La Musica della malavita”,             i cui produttori Francesco Sbano e  Demetrio Siclari,  sono indagati per  aver fatto un irruzione intimidatoria  in un laboratorio di analisi testuale demitologizzante all’interno dal Museo della ‘ndrangheta di Reggio Calabria .

https://www.youtube.com/watch?v=Mj2_HuwbGwQ

 

 

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